Il mondo è fuori, ma non ci interessa. Quel che importa è essere qui, accanto alle nostre dolci dipendenze. Oggi hanno altri nomi, altre forme, altri volti, ma
Un paesaggio urbano accompagna le dieci canzoni di “A Ride”. Palazzi grigi, strade consumate, finestre che si accendono una dopo l’altra. Eppure il tramonto trova ancora la forza
Nel 2027 saranno passati cinquant’anni dal 1977. Cinquant’anni dal momento in cui il punk smise di essere soltanto il rumore di qualche locale di periferia, di qualche strada
Sonorità abrasive, incalzanti, frenetiche. Un rumore che sembra restituire, nella sua forma più viscerale e veritiera, il frastuono caotico del mondo moderno: tutti parlano, tutti si agitano, tutti
I Gurriers riescono nell’impresa di trascinare dentro il disco tutta la potenza abrasiva, cruda e tagliente del loro sound, e lo fanno con una naturalezza quasi brutale: sembra
Immediatezza, urgenza, la percezione concreta di qualcosa di vivo, di qualcosa che sta accadendo proprio adesso e non conosce filtri, rielaborazioni algoritmiche, manipolazioni o revisioni dettate da intelligenze
Il dolore come punto di congiunzione tra luoghi diversi. Spazi fisici, emotivi, temporali, in ciascuno dei quali risuonano, contemporaneamente, la perdita e la possibilità di uno sguardo nuovo,
Il tempo intreccia i suoi fili in modi inimmaginabili. Non è soltanto un concetto fisico: possiede una forza immaginifica e fantastica preponderante, scolpisce incessantemente le emozioni, dischiude prospettive
La fretta. L’urgenza. Il rumore. E quella domanda che, prima o poi, echeggia nelle nostre teste: devo davvero provarci? Impegnarmi. Espormi. Prendere posizione. Uscire dalla modalità di guida
Un disco dalla consistenza meditativa ed onirica, sospeso in quelle terre del sogno che, a volte, diventano l’unico vero rifugio per gli spiriti inquieti. Una sorta di non-luogo